The Foundation takes Pepper’s deserts to Todi
Lo splendido scenario del centro storico di Todi ospita, dal 3 ottobre scorso, la mostra fotografica di John R. Pepper dal titolo “Inhabited Deserts”, realizzata dal Comune di Todi con il fondamentale contributo della Fondazione Cultura e Arte, emanazione della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, ed in collaborazione con La Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia. La mostra è curata da Gianluca Marziani, co-curatore Kirill Petrin.
In 53 immagini analogiche della sua Leica M6, senza artifici, nel bianco e nero dei grandi reporter, John R. Pepper, fotografo e artista a tutto tondo, ci narra il suo viaggio durato tre anni tra i più remoti deserti del Globo. “I deserti hanno sempre affascinato i fotografi” dice John R. Pepper “La ragione che spesso li porta lì è catturare la bellezza del paesaggio. Una bella sfida, ma non era quello che cercavo: io volevo andare oltre. La mia idea, il mio intento, è stato usare il deserto come il pittore sfrutta la verginità di una tela bianca. Ho cercato di scoprire quali immagini si offrivano al mio sguardo – a volte erano visioni figurative, altre volte astratte e la simbiosi tra il paesaggio che avevo davanti e le immagini sepolte dentro di me. Alla fine di questa ricerca subliminale, la mia fotografia, la mia “tela”, si fa espressione del mio essere profondo, delle mie percezioni di artista”.
John R. Pepper stated, “Deserts have always fascinated photographers. Often a photographer enters deserts to capture the beauty of the landscape. As beautiful as that might be, it was not what I was seeking. I wanted to go further. My concept, my goal, has been to use the desert as a painter uses a virgin white canvas. I sought to discover what imagery was revealed to my eye - sometimes it was figurative, sometimes abstract and the symbiosis between the landscape before me and the imagery buried within me. Through this subliminal search, my photograph, my ‘canvas’ becomes an expression of my inner being, of what I feel as an artist.”
Ha commentato il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele: “Il mio sincero apprezzamento per il talento di John R. Pepper risale al 2016, anno in cui la Fondazione Terzo Pilastro, su mio impulso, ha ospitato nelle sale del Museo di Palazzo Cipolla la sua personale Evaporations. Con questo nuovo ambizioso progetto, che ha comportato tre anni di lavoro e l’attraversamento di gran parte del globo, Pepper riesce a restituirci un’immagine del nostro pianeta che evoca il miracolo della Creazione, un ritorno all’ ‘Anno Zero’ da cui tutto prese avvio, in cui il vuoto solo apparente che traspare da ogni immagine si riempie di contenuti tangibili: uno su tutti, la necessità di fermarsi ad ascoltare la propria coscienza, per ristabilire infine una ritrovata armonia tra l’Uomo e la Natura”.
Il percorso espositivo è accompagnato da video che condividono l’avventuroso backstage per cogliere quell’attimo fermato dallo scatto, oltre a interviste con le guide e i personaggi incontrati. L’inaugurazione della mostra è stata preceduta, il 2 ottobre in mattinata, da una tavola rotonda internazionale dal titolo “Il confine assente. Conflitti e nuove armonie”, moderata da Duilio Gianmaria.