Studiare tra le due sponde del Mediterraneo – Per costruire un ponte tra culture

Intervento integrale del Prof. Emanuele

«Saluto gli intervenuti a questo evento, a cui credo debba attribuirsi grande importanza.

Sono felice di essere nuovamente qui, dopo due stagioni, per tirare le somme dei primi mesi di attività ed illustrare le prossime tappe del “Progetto Mediterraneo”, che la Fondazione Mediterraneo – Diritto allo Studio Luiss Guido Carli, da me presieduta, ha inaugurato a maggio scorso e sta portando avanti con forte impegno. Partito a marzo 2018, il progetto è sostanzialmente rivolto a 18 studenti provenienti da Giordania, Siria, Palestina e Malta; tra questi, un gruppo di ragazzi rifugiati, sotto protezione internazionale.

Entrando maggiormente nel dettaglio, il progetto prevede, per un gruppo di studenti, maltesi e giordani, un periodo di studio di un anno a Roma, nel campus della LUISS, per frequentare il corso di Laurea in Economia, e poi fare ritorno nel proprio paese a terminare gli studi. Diversa la situazione per i ragazzi siriani e palestinesi, sotto protezione e residenti ad Amman, in Giordania: per essi, il progetto prevede la frequenza di lezioni dello stesso corso ma tenute da una delegazione di docenti della LUISS, nell’Ateneo della University of Petra, partner del progetto.

Per essere ancora più specifico, vi informo che nell’anno accademico 2017/2018, 7 rifugiati (5 palestinesi e 2 siriani) hanno frequentato il primo anno di progetto ad Amman, mentre l’anno in corso (2018/2019) vede la mobilità dei 10 studenti giordani che seguiranno i corsi del II semestre (dopo aver sostenuto gli esami nella sessione di dicembre – febbraio) presso la sede LUISS di Roma. Nel 2019, l’azione del Progetto Mediterraneo su Malta prevede invece l’inclusione di 3 studenti maltesi nel corso di laurea triennale in Economics & Business presso il Dipartimento di Economia e Finanza.

L’obiettivo di questa importante ed ambiziosa iniziativa – realizzata dalla LUISS Guido Carli con il supporto fondamentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale – consiste nel garantire non aiuti umanitari, ma formativi, ad un gruppo di giovani con condizioni di reddito e di merito particolari appartenenti ad un’area cruciale del Medio Oriente, consentendo loro di ottenere un’opportunità unica per il futuro, perché per loro la laurea è la chiave per l’emancipazione, il riscatto sociale.

In sostanza, questa iniziativa unica in Italia, e forse in Europa, vuole essere la porta di accesso privilegiata per ragazzi – cui la Fondazione eroga borse di studio a copertura totale per l’intero corso di studi – i quali altrimenti non avrebbero mai potuto investire liberamente sul proprio avvenire. La povertà impedisce di emanciparsi e seguire le proprie vocazioni. La missione della nostra Fondazione è proprio quella di aiutare persone in condizioni particolarmente disagiate, in Italia come all’estero, e di promuovere percorsi di formazione ad alto livello e con un forte impatto in termini di sviluppo ed equità sociale: di conseguenza, sono molto orgoglioso di aver ideato e sostenuto il Progetto Mediterraneo, realizzato da un Ateneo di grande valore come la LUISS e che si avvale della partnership della University of Petra di Amman.

Vorrei tuttavia soffermarmi brevemente sulla genesi di questo progetto. L’interesse del sottoscritto per il Mediterraneo – com’è noto – scaturisce dal mio convincimento dell’importanza di quest’area, a cui già nel 2010 ho dato risalto con la Conferenza internazionale “Mediterraneo: porta d’oriente”, iniziativa, realizzata a Palermo il 13 e il 14 maggio di quell’anno, promossa per mettere a fuoco le chances che questo mare, questo spazio, questo soggetto, nonostante tutto unitario, ha di tornare ad essere protagonista della storia. Il Mediterraneo, infatti, non è solo una nozione geografica, riferita ad un ambiente e ad un clima particolarmente fortunati, ma rappresenta un legame che mette in comunicazione tre Continenti e tre sistemi di civiltà, popoli, culture, lingue, religioni, esperienze, ideali, invitandoli all’incontro e allo scambio. Nel Mediterraneo sono nate e si sono sviluppate le grandi culture che hanno disegnato l’identità dell’Europa e dei Paesi del Nord Africa e, pur con la considerazione dovuta all’Europa, nel prossimo futuro dobbiamo, a mio avviso, rivolgere sempre maggiore attenzione a quel mondo che la fronteggia, al Maghreb, agli Stati del Golfo e all’Estremo Oriente. Mi duole, al contrario, dover con amarezza riconoscere che nel nostro Paese, negli ultimi anni, sono state effettuate scelte che non hanno certamente favorito quella cooperazione tra i popoli e le rispettive culture per cui tanto mi sono prodigato, ma hanno, viceversa, contribuito al distacco e alla collisione.

L’obiettivo di operare per lo sviluppo sociale ed economico dei paesi del Mediterraneo ha da sempre caratterizzato il mio impegno e quello della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che ho l’onore di presiedere. Con tale finalità la Fondazione Terzo Pilastro è ad oggi fortemente concentrata nel portare avanti diverse iniziative di natura formativa: cito, ad esempio, il Master di I livello, in collaborazione con l’Università IULM, in “Lingue e culture Orientali” per la realizzazione del quale anche per il prossimo anno metteremo a disposizione degli studenti 20 borse di studio tese a plasmare figure professionali competenti che siano in grado di interfacciarsi nel mondo arabo-islamico e in Cina; inoltre, l’Accordo Quadro con l’”Università per Stranieri Dante Alighieri” di Reggio Calabria, attraverso il quale la Fondazione eroga il proprio contributo per il finanziamento di specifici corsi di laurea triennale  con focus sul Mediterraneo, istituiti nell’ambito della Facoltà di “Scienze della società e della formazione d’area mediterranea” (“Operatori pluridisciplinari e interculturali d’area mediterranea”, “Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali d’area mediterranea” e “Interpretariato e Mediazione Interculturale”); ancora, l’Accordo Quadro con l’Università Suor Orsola Benincasa, attraverso il quale la Fondazione contribuisce stabilmente alle attività didattiche promosse dall’Ateneo; infine, il Master di I livello in “Linguaggi e tecniche per il cinema di Animazione”, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e con l’Università La Sapienza di Roma, per il quale la Fondazione ha stanziato 10 borse di studio da assegnare ad altrettanti studenti bisognosi provenienti da tutto il mondo (Mediterraneo incluso).

Mi preme, altresì, ricordare che la Fondazione è impegnata nel progetto Aqaba-Eilat, “One more step towards Peace”, promosso dall’istituto per la Cooperazione Universitaria Onlus, il cui obiettivo è quello di promuovere la formazione delle giovani generazioni attraverso una serie di programmi di scambio di studenti arabi ed ebrei delle scuole della comunità di Aqaba e della comunità di Eilat.

Ma l’attenzione della Fondazione Terzo Pilastro nei confronti dei Paesi dell’area mediterranea non si esaurisce affatto nell’ambito delle iniziative a favore dell’istruzione e della formazione. Non posso infatti tacere i progetti di valenza culturale o socio-economica realizzati in questi anni, tra cui ricordo solo i più rilevanti: il contributo al restauro della Cattedrale di Sant’Agostino di Ippona ad Annaba in Algeria; il contributo al restauro dei locali dell’Istituto dei Monumenti di Cultura (IMK) a Tirana in Albania; la partecipazione al prestigioso Festival di El Jem in Tunisia; il sostegno ad un imponente progetto di irrigazione nelle aree pre-desertiche di Nabeul (sempre in Tunisia); il contributo alla creazione a Jaramana, in Siria, di un campo di calcio per la comunità locale e per i profughi iracheni ospitati nella stessa località; il restauro della statua di Dante Alighieri a La Valletta, a Malta; la realizzazione della conferenza internazionale su “Il ruolo delle donne nella nuova era del Mediterraneo” a Valencia; il sostegno al progetto internazionale di salvaguardia e ricostruzione del patrimonio monumentale dell’umanità distrutto dalla furia iconoclasta in Medio Oriente promosso assieme all’Associazione “Incontro di civiltà”; la realizzazione di una Fondazione per la Ricerca sul Cancro a Malta (ECRFM); il sostegno alla pubblicazione a Malta di due importanti volumi, “Incontri con La Valletta” e “History of San Anton”; l’intervento in Siria con il progetto “Ospedali aperti” a Damasco; la presenza costante in Spagna e in prospettiva anche in Grecia.

Al fine di realizzare con rapidità ed efficienza gli obiettivi sopra descritti, fin dalla sua nascita la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale ha aperto varie sedi di rappresentanza nelle zone di interesse (in Sicilia a Catania e Palermo; in Calabria, a Cosenza e Reggio Calabria; in Campania, a Napoli; in Nord Africa, a Rabat; in Spagna, a Madrid; infine, a Malta).

Nel solco dell’attività sopra descritta, la grande sfida che si propone di affrontare il “Progetto Mediterraneo” è dunque quella di rafforzare la cooperazione politica ed economica euro-mediterranea attraverso un percorso didattico comune incentrato sul dialogo e sulla collaborazione ai più elevati livelli formativi e di ricerca; nonché di favorire l’incontro tra operatori economici, istituzioni, rappresentanti delle università: il tutto, nell’ottica di creare una classe dirigente consapevole delle opportunità derivanti da una maggiore interazione tra le realtà economiche, sociali, culturali e politiche della grande regione (Europa, Mediterraneo ed Eurasia), impresa di cui la Fondazione che presiedo vuole continuare ad essere innesco e protagonista costante.».