{"id":21459,"date":"2026-07-20T09:40:49","date_gmt":"2026-07-20T09:40:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazioneterzopilastrointernazionale.it\/?post_type=project&#038;p=21459"},"modified":"2026-07-20T09:40:49","modified_gmt":"2026-07-20T09:40:49","slug":"kandinsky","status":"publish","type":"project","link":"https:\/\/www.fondazioneterzopilastrointernazionale.it\/en\/project\/kandinsky\/","title":{"rendered":"KANDINSKY"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><div id=\"cmsmasters_row_elixiqvy8b\" class=\"cmsmasters_row cmsmasters_color_scheme_default cmsmasters_row_top_default cmsmasters_row_bot_default cmsmasters_row_boxed\">\n<div class=\"cmsmasters_row_outer_parent\">\n<div class=\"cmsmasters_row_outer\">\n<div class=\"cmsmasters_row_inner\">\n<div class=\"cmsmasters_row_margin\">\n<div id=\"cmsmasters_column_9ehm00qpqi\" class=\"cmsmasters_column one_first\">\n<div class=\"cmsmasters_column_inner\"><div class=\"cmsmasters_text\">\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\"><span class=\"s1\"><b>15 settembre 2026 \u2013 14 febbraio 2027<br \/>\nPalazzo Bonaparte, Roma<\/b><b><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"cmsmasters_row_i80vqbftp\" class=\"cmsmasters_row cmsmasters_color_scheme_default cmsmasters_row_top_default cmsmasters_row_bot_default cmsmasters_row_boxed\">\n<div class=\"cmsmasters_row_outer_parent\">\n<div class=\"cmsmasters_row_outer\">\n<div class=\"cmsmasters_row_inner\">\n<div class=\"cmsmasters_row_margin\">\n<div id=\"cmsmasters_column_yiu5c2iob\" class=\"cmsmasters_column one_first\">\n<div class=\"cmsmasters_column_inner\"><div class=\"cmsmasters_text\">\n<p><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\"><span class=\"s1\">Dal prossimo <b>15 settembre<\/b>, <b>Palazzo Bonaparte<\/b> ospiter\u00e0 uno degli eventi culturali pi\u00f9 importanti dell&#8217;anno: la grande mostra dedicata a <b>Vassily Kandinsky<\/b> (1866-1944), l&#8217;artista che ha ridefinito il linguaggio della pittura moderna, trasformando colore, forma e segno in emozione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La mostra, di eccezionale rilievo internazionale, riunisce <b>oltre settanta opere<\/b> provenienti da musei internazionali e dal prestigioso Centre Pompidou di Parigi, che conserva il pi\u00f9 completo e importante nucleo di lavori dell\u2019artista al mondo grazie alle donazioni e al lascito della moglie Nina Kandinsky.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Con il patrocinio dell\u2019<b>Ambasciata di Francia in Italia<\/b>, della <b>Regione Lazio<\/b> e del <b>Comune di Roma \u2013 Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria<\/b>, la mostra \u00e8 prodotta e organizzata da <b>Arthemisia<\/b> in collaborazione con il <b>Centre Pompidou di Parigi<\/b>, \u00e8 ed \u00e8 curata da <b>Angela Lampe<\/b>, conservatrice delle collezioni moderne del Mus\u00e9e national d\u2019art moderne, con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi di <b>Francesca Villanti<\/b>.<br \/>\n<i>Main partner<\/i> dell\u2019esposizione \u00e8 la <b>Fondazione Terzo Pilastro \u2013 Internazionale<\/b>, con <b>Fondazione Cultura e Arte<\/b> and <b>Poema<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>La mostra racconta l\u2019intera storia umana ed artistica di Kandinsky<\/b>, ripercorre tutte le tappe della sua trasformazione, da avvocato in Giurisprudenza ed Economia politica all&#8217;Universit\u00e0 di Mosca a maestro dell\u2019arte moderna, attraversando epoche storiche, paesi, grandi amori passionali.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Due donne in particolare verranno raccontate nella mostra<\/b>, perch\u00e9 ebbero un ruolo fondamentale nella sua affermazione: <b>Gabriele Munter<\/b>, sua compagna per oltre un decennio, grande artista rimasta a lungo nell\u2019ombra e oggi riscoperta grazie ad alcune sue bellissime opere che saranno esposte per la prima volta nella mostra; e <b>Nina Kandinsky<\/b>, sua devota moglie e custode instancabile della sua memoria, devota consorte e custode instancabile della sua memoria.<br \/>\n\u00c8 stato proprio il generoso lascito di Nina al Centre Pompidou di Parigi a permettere di preservare e far giungere fino a noi l&#8217;immenso patrimonio del maestro, che oggi si svela a Roma in un&#8217;occasione eccezionale e irripetibile. Mentre l&#8217;istituzione francese si prepara, infatti, a una lunga chiusura per restauri, la Capitale si afferma come il principale punto di riferimento internazionale per la riscoperta dell&#8217;opera di Kandinsky, offrendo al pubblico italiano il privilegio raro di ammirare <b>capolavori che difficilmente lasciano Parigi<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La mostra non racconta soltanto la storia di uno dei pi\u00f9 grandi artisti del Novecento, r<b>acconta la nascita di una rivoluzione nell\u2019arte.<\/b><br \/>\nPer Kandinsky, infatti, un colore poteva avere il suono di una melodia, una linea poteva esprimere un&#8217;emozione. Da questa intuizione rivoluzionaria nacque l&#8217;astrattismo: un linguaggio completamente nuovo, destinato a <b>cambiare per sempre la storia dell\u2019arte e anche il nostro modo di guardare il mondo<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Attraverso <b>cinque sezioni<\/b>, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio straordinario che attraversa tutta la vita e la ricerca dell&#8217;artista: dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, fino agli anni della Russia rivoluzionaria, all\u2019esperienza fondamentale al Bauhaus e all\u2019ultima stagione parigina.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Tra i capolavori esposti spiccano opere iconiche come <b><i>Gelb-Rot-Blau<\/i><\/b><b> (1925)<\/b>, considerata uno dei massimi esempi della sua produzione: una composizione in cui forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale, dando vita a un\u2019esperienza visiva intensa e coinvolgente.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La mostra restituisce tutta la complessit\u00e0 della figura di Kandinsky: pittore, teorico, docente, intellettuale e <b>protagonista assoluto delle avanguardie europee<\/b>. Accanto alle opere pittoriche, saranno esposti documenti, fotografie, oggetti personali e materiali provenienti dalla <b>Biblioth\u00e8que Kandinsky<\/b>, che consentiranno di entrare nella dimensione pi\u00f9 intima e quotidiana dell&#8217;artista.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Il percorso sar\u00e0 inoltre arricchito da approfondimenti<\/b> dedicati alle sue teorie sul rapporto tra colore, forma e musica. Non mancher\u00e0, inoltre, la possibilit\u00e0 di perdersi tra le geometrie ed i colori di Kandinsky in una sala immersiva ideata appositamente per la mostra.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nato a Mosca nel 1866, Vassily Kandinsky non sembrava destinato a diventare uno degli artisti pi\u00f9 rivoluzionari della storia. Dopo gli studi in giurisprudenza ed economia e una promettente carriera accademica, attorno ai trent&#8217;anni prende una decisione radicale: abbandonare tutto per dedicarsi alla pittura. Si trasferisce a Monaco di Baviera, nel cuore dell&#8217;Europa artistica di inizio Novecento, entrando in contatto con quel fermento culturale che avrebbe cambiato per sempre il volto dell&#8217;arte moderna.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Due esperienze, in particolare, segnano profondamente la sua ricerca. La prima \u00e8 l&#8217;incontro con i <i>Covon<\/i>i di Claude Monet: davanti a quelle forme che sembrano dissolversi nel colore, Kandinsky comprende che un dipinto pu\u00f2 emozionare anche senza rappresentare fedelmente la realt\u00e0. La seconda \u00e8 l&#8217;ascolto del <i>Lohengrin<\/i> di Richard Wagner al Teatro Bol&#8217;\u0161oj di Mosca: un&#8217;esperienza quasi rivelatrice, che gli suggerisce la possibilit\u00e0 di un&#8217;arte senza oggetto capace di agire come la musica, evocando emozioni, ricordi e immagini interiori.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Da questa intuizione nascer\u00e0 una delle rivoluzioni artistiche pi\u00f9 importanti del Novecento. Nel 1911 Kandinsky fonda, insieme a Franz Marc e anche a Gabriele M\u00fcnter, il <i>Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro)<\/i>, movimento che pone al centro dell&#8217;arte la dimensione spirituale, emotiva e interiore dell&#8217;esperienza umana. Sono gli anni in cui il colore conquista progressivamente la propria autonomia e la pittura si avvicina, passo dopo passo, all&#8217;astrazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">\u00c8 proprio questo momento straordinario, compreso tra il 1911 e il 1914, a occupare uno spazio centrale nel percorso espositivo. Opere fondamentali come <i>L&#8217;Arco nero<\/i> (1912), tra i capolavori pi\u00f9 celebri della collezione del Centre Pompidou, testimoniano il passaggio decisivo verso un linguaggio artistico completamente nuovo, nel quale forme, colori e segni acquisiscono una forza espressiva indipendente dalla rappresentazione del reale.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">In questo contesto, in mostra verr\u00e0 dedicato ampio spazio anche alla figura <b>Gabriele M\u00fcnter<\/b>, compagna di Kandinsky in quegli anni ma anche esponente centrale dell\u2019Espressionismo tedesco, tra le artiste pi\u00f9 significative del gruppo del <i>Blaue Reiter<\/i>, con una selezione di opere di prim&#8217;ordine accompagnate da una documentazione che metter\u00e0 in luce il suo lavoro.<br \/>\nM\u00fcnter condivise con Kandinsky una stagione di intensa ricerca e sperimentazione, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo delle nuove avanguardie. Il loro rapporto, profondo e complesso, intrecci\u00f2 dimensione personale e dialogo artistico, lasciando un\u2019impronta significativa in una fase cruciale per la nascita dell\u2019astrazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Lo scoppio della Prima guerra mondiale segna il ritorno dell\u2019artista in Russia, dove partecipa attivamente alla riorganizzazione della vita culturale nel contesto rivoluzionario.<br \/>\nNel 1921 viene chiamato in Germania a insegnare al Bauhaus, centro nevralgico delle avanguardie europee, dove approfondisce ulteriormente la relazione tra forma, colore e struttura compositiva.<br \/>\nLa chiusura della scuola nel 1933 da parte del regime nazista lo costringe a trasferirsi a Parigi, dove rimane fino alla morte nel 1944, lasciando un\u2019eredit\u00e0 decisiva per l\u2019arte moderna e contemporanea.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">La mostra vede come <i>sponsor<\/i> <b>Generali Valore Cultura<\/b>, <i>mobility partner<\/i> <b>Atac<\/b> and <b>Frecciarossa Treno Ufficiale<\/b>, <i>media partner<\/i> <b>Urban Vison<\/b> and <b>la Repubblica<\/b>, <i>radio partner<\/i> <b>Dimensione Suono Soft<\/b> and <i>sponsor tecnico<\/i> <b>Ferrari Trento<\/b>.<br \/>\nIl catalogo \u00e8 edito da <b>Moebius<\/b>.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>IL CENTRE POMPIDOU<\/b><br \/>\nDal 1977, il Centre Pompidou non ha mai smesso di essere il luogo di una cultura viva e impegnata \u2013 un centro multidisciplinare profondamente radicato nella societ\u00e0 e aperto sul mondo. Nel 2025 ha avviato una vera e propria metamorfosi che gli consente di rimanere in movimento per tutta la durata dei lavori di ristrutturazione, fino alla sua riapertura nel 2030. Grazie all&#8217;ambizioso programma culturale <i>Constellation<\/i>, l&#8217;intero spirito del Centre Pompidou prende vita in numerose istituzioni partner, sia in Francia che a livello internazionale \u2013 a partire dal Centre Pompidou-Metz, dal Grand Palais e, prossimamente, dal Centre Pompidou Francilien.<br \/>\nDa circa quindici anni, il Centre Pompidou rafforza la sua presenza internazionale attraverso mostre itineranti, prestiti eccezionali e collaborazioni a lungo termine. Questo sistema mira a diffondere le collezioni, condividere le competenze e creare dialoghi tra le diverse scene artistiche, contribuendo al contempo alla diplomazia culturale fran\u00e7aise. L&#8217;apertura di sedi del Centre Pompidou in tutto il mondo gioca un ruolo chiave in questa strategia. Dopo Malaga nel 2015 e Shanghai nel 2019, e in parallelo con l&#8217;attesa inaugurazione del Centre Pompidou Francilien a Massy, apriranno successivamente due nuovi spazi internazionali, a Seul e poi a Bruxelles, segnando una tappa importante nella storia dell&#8217;istituzione. In queste sedi, il Centre Pompidou privilegia collaborazioni su misura ed evolutive, confermando il suo ruolo di attore chiave nella circolazione globale dell&#8217;arte e delle pratiche museali.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":21461,"menu_order":0,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"pj-categs":[36,21,50,51,55],"pj-tags":[],"class_list":["post-21459","project","type-project","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","pj-categs-arte","pj-categs-arte-e-cultura","pj-categs-fca","pj-categs-poema","pj-categs-prossimi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>KANDINSKY - Fondazione Terzo Pilastro Internazionale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.fondazioneterzopilastrointernazionale.it\/en\/project\/kandinsky\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_GB\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"KANDINSKY - 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